AbsolutePoetry

Il programma di Absolute Poetry 2009
Absolute [YOUNG] Poetry 2009 & [Udine traduce]
Udine/Monfalcone, 5-10 ottobre 2009


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    Il programma di Absolute Poetry 2008

    CANTIERI INTERNAZIONALI
    DI POESIA
    DI MONFALCONE
    3 -7 GIUGNO 2008
    Il programma di Absolute Poetry 2007
    Il programma di Absolute Poetry 2007
    FM 87 - Speciale Poesia.
    I video e le interviste da AbsolutePoetry2005
    NATALIA MENÉNDEZ: Il desiderio di popolare il tuo ventre
    (poesia straniera - numero XIII)
    postato il 2008-06-27 10:05:01
    da Luigi Nacci

    Natalia Menéndez è nata a Avilés, in Spagna, nel 1973. Dopo un dottorato in Filologia Inglese presso l’Università di Oviedo, lavora come insegnante d’inglese in una scuola secondaria. In precedenza è stata traduttrice e insegnante di Lingua e Letteratura Inglese presso l’Università di Oviedo, della cui rivista digitale - “Uno” - è stata coordinatrice. Ha pubblicato i volumi di poesia La nostalgia del caníbal (Premio Asturias joven de poesía, 2007) e Las Virtudes Cardinales (Premio Ana del Valle, 2006 ex-aequo). Ha ottenuto altri riconoscimenti, come il IV Premio de Poesía "Nené Losada Rico" per la lingua castigliana con la raccolta Restos de un naufragio, che sarà pubblicata verso la fine del 2008. Alcune delle sue poesie si trovano nell’antologia XIX Premio Voces Nuevas (Torremozas, Madrid, 2006).

    http://www.nataliamenendez.com


    Collo liquefatto in gelato maracuja

    Il tuo collo liquefatto è
    scandaloso e infinito
    come costellazioni;
    ho dovuto sporcarmi le mani
    e coprire gli occhi irati
    davanti al disgelo
    per sopravvivere, così.
    Ho dovuto vivere una notte eterna,
    una notte segreta
    piena di parole.
    Rimane nella mia memoria
    un devastante tuo ricordo al quale
    devo dare morte,
    un inatteso sospiro di gelo
    che vanitosamente nasconde
    le sue cicatrici.

    (da La nostalgia del caníbal)

    *

    Sesso flambé con liquore di ciliege

    La seconda pelle sospesa,
    il tuo polso precipitato
    sul pentagramma
    come il tratto
    che ispira la mia mano docile.
    Ti direi che nelle mie preghiere
    ci sono linfa e liquori,
    ma non ho fede da darti.
    Il bacio sulla fiamma
    che s’intromette tra noi
    si dissolve formando un’isola.
    Le pieghe della pelle
    annunciano riti col fuoco
    ereditati dagli antenati.
    Tutto rimane sospeso in aria;
    tutto si ripete,
    di nuovo, tra noi.

    (da La nostalgia del caníbal)

    *

    Camminiamo in due per strade lastricate,
    e davanti a fonti antiche ci salutiamo
    e invochiamo la memoria dei morti.
    Ciò che un giorno c’è stato se n’è andato, è cenere ormai.
    Non so come dimenticarti,
    riesco solo a conquistare un verso cancellato.
    Un pugno di versi senza valore in memoria della fine civilizzata,
    la poesia, che per la nostra storia,
    è una fine molto degna.

    (da Las Virtudes Cardinales)

    *

    Il desiderio vive nei versi che mi scrivi,
    nei sogni che m’ invento per
    accontentarmi, nella mia volontà
    in balia degli elementi tra le luci della passeggiata.
    Nasce negli specchi che tu guardi,
    si spoglia nel riflesso che io vedo,
    in un luogo segreto dove tutti sussurrano
    il tuo nome e il mio.
    Cresce tra le mie lenzuola di lino,
    nel tratto della tua mano leggera,
    nelle stazioni dove vado per raggiungerti.
    E muore voltando l’angolo,
    alla fine di questa pagina, nell’ultimo verso
    dove mai il volto e la sua maschera si separano,
    dove sempre convivono la tua paura e la mia.

    (da Las Virtudes Cardinales)

    *

    Gli uccelli fugaci dell’autunno
    allo sbando sul mio petto amante
    s’infiammano sulla soglia della mia memoria.
    Il desiderio di popolare il tuo ventre,
    così vuoto.
    La mia mano sente invidia
    dei pesci che vivono sulla tua schiena.
    E’ l’autunno dei tuoi occhi,
    astri spietati in luna calante
    che sfidano le ceneri di ciò che non siamo mai stati.

    (da Restos de un naufragio)

    *

    Svegliarmi nella penombra e naufragare
    come una nave nemica.
    Le luci tenui del porto inscenano una morte lenta.
    Perchè rileggere le tue lettere è come attraversare un continente,
    svegliare una città,
    sono i resti di un naufragio ancora palpitanti.

    (dall’antologia del XIX Premio "Voces nuevas")


    **

    Le parole raccontano la mia storia, anche senza volerlo, creano il mio presente, ipotizzano il mio futuro. Le parole mi raccontano cose di me che io non conosco, sono una piccola parte della mia vita che condivido con gli altri. La poesia è un viaggio di andata e di ritorno: viaggia insieme a me verso un luogo incerto, torna insieme a te e a volte anche il contrario.

    Natalia Menéndez

    *

    (traduzioni dallo spagnolo di Ana Ciurans)

    *

    post precedenti:
    I - János Pilinszky (Ungheria)
    II - Viktor Kubati (Albania)
    III - Slavko Mihalić (Croazia)
    IV - Mircea Dinescu (Romania)
    V - Rade Šerbedžija (Croazia)
    VI - Alfred Lichtenstein (Germania)
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    VIII - Stanka Hrastelj (Slovenia)
    IX - Pablo García Casado (Spagna)
    X - Gonzalo Escarpa (Spagna)
    XI - Juan Carlos Abril (Spagna)
    XII - Ana Brnardić (Croazia)


    1 commenti a questo articolo

    NATALIA MENÉNDEZ: Il desiderio di popolare il tuo ventre
    2008-07-21 16:32:20|di dimitri

    Sensualità che si interccia con la solitudine. Una mosca in una ragnatela che interccia gli ultimi sospiri.

    ...Viaggio insieme a te


    natalia

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